Bonnie la sanguinaria Bonnie era stata di nuovo arrestata dopo la sanguinosa rapina alla mostra dei diamanti in cui cinque guardie erano state uccise dalla donna. ..... Adesso era in una cella della stazione di polizia, ammanettata e sorvegliata a vista da un poliziotto, mentre un altro faceva la guardia nel corridoio. Bisognava agire in fretta, prima del trasferimento ad un carcere, ove tutto sarebbe stato più difficile. Bonnie era ancora vestita con la tutina nera aderente e semitrasparente che aveva addosso al momento dell'arresto, il che le rendeva il compito più facile; il poliziotto la guardava con evidente interesse, che Bonnie cercò di stimolare accavallando le gambe e assumendo pose provocanti. Più tardi, annoiato dalla lunga guardia, il poliziotto acconsentì a qualche giochino erotico con la donna pensando che , essendo ammanettata, l'avrebbe controllata facilmente; così si lasciò trascinare sulla branda, e poi acconsentì a sdraiarsi mentre la donna gli si sedeva sul petto e poi si sedeva sempre più verso la faccia del poliziotto; dapprima il gioco era divertente ed il profumo della donna inebriante; senza parere lei gli bloccò le braccia sotto le ginocchia, poi tenendogli la testa tra le cosce, gli si sedette sulla faccia soffocandolo. Quando il poliziotto capì cosa stava capitando era troppo tardi; non riusciva né a respirare né a disarcionare la donna che teneva saldamente la testa tra le cosce; dopo alcuni frenetici sussulti Bonnie sentì il corpo dell'uomo afflosciarsi; per precauzione rimase ancora un po', poi si sollevò, cercò la chiave delle manette attaccata al cinturone e si liberò; trascinò il corpo inerte in mezzo alla cella e si nascose dietro alla porta. Non dovette attendere molto; la guardia nel corridoio passando davanti alla cella vide il corpo del collega a terra; osservando dallo spioncino non vide la donna, e , senza pensare, si precipitò dentro. Bonnie disse: "stai cercando me?", al che il poliziotto si girò di scatto restando interdetto. Bonnie lo stordì con un diretto al volto che gli fece volare via il berretto; l'uomo cercò di reagire con un pugno a sua volta che Bonnie parò agevolmente, attaccando con una ginocchiata nelle palle che fece piegare in due l'uomo; rapidamente Bonnie gli si portò alle spalle, gli passò un braccio intorno al collo,afferrandosi il polso con l'altra mano e tirando la testa dell'uomo contro il petto e stringendo fino a che sentì il corpo dell'uomo afflosciarsi; allora aprì le braccia e lasciò cadere il poliziotto ucciso sul corpo del collega dicendo:'anche questo dovrebbe essere andato'; poi scavalcando i due corpi, uscì cautamente nel corridoio. Il lungo corridoio delle celle era nelle cantine e Bonnie si incamminò cautamente; sentì dei passi che si avvicinavano e salì su una pila di casse; sporgendosi cautamente vide sotto di se passare un poliziotto ignaro; pensando che avrebbe scoperto i due corpi uccisi, Bonnie decise di eliminarlo; afferrandosi ai tubi del soffitto, afferrò tra le caviglie il collo del poliziotto, bloccando i piedi l'un l'altro e stringendo; poi con una torsione del busto impresse una rotazione al collo dell'uomo fino a spezzarlo con un colpo secco; aprendo le gambe, anche questo scivolò inerte a terra. Bonnie scese e si chinò sul poliziotto che aveva appena ucciso, frugandogli le tasche e sottraendogli pistola e un coltello, che le sarebbe potuto venire utile, poi riprese a camminare nel corridoio. Arrivata all'ingresso si affacciò cautamente da un angolo e vide il piantone girato di spalle intento a telefonare; Bonnie, non sperando in tanta fortuna si avvicinò alle spalle senza fare rumore con le manette che si era tolte in mano; arrivata alle spalle dell'agente gli passò le mani sopra la testa stringendolo al collo con la catena delle manette; tirò con tanta violenza da sollevarlo dalla sedia, facendoselo ,cadere addosso; Bonnie ora giaceva sul pavimento, con le ginocchia puntate sulla schiena dell'uomo, tirando le manette contro la gola dell'uomo che scalciava furiosamente. Bonnie tenne duro, mentre i movimenti dell'uomo diventavano sempre più deboli fino a cessare del tutto; Bonnie per sicurezza tenne ancora un po', poi rotolò via da se il corpo inanimato dell'uomo, e si alzò ansante. Uscita dalla stazione di polizia, mentre fuggiva lungo strade deserte, Bonnie fu bloccata da un poliziotto di ronda incuriosito dalla tenuta della donna, che le intimò di alzare le mani e appoggiarle al muro, puntandole la pistola come gli avevano insegnato al corso di addestramento. Bonnie alzò le mani svogliatamente, comprendendo che aveva di fronte un elemento poco addestrato e che avrebbe potuto sopraffare facilmente; la presa sulla pistola era incerta, la mano tremava leggermente, e soprattutto era troppo, pericolosamente vicino; Bonnie con un improvviso calcio rotante fece volare la pistola dell'uomo che tintinnò lontano. Il poliziotto spaventato fece un passo indietro e cercò freneticamente di estrarre lo sfollagente come gli avevano insegnato, mentre Bonnie osservava la scena divertita; non c'era dubbio che l'uomo era in suo potere. Estratto lo sfollagente l'agente lo puntò contro Bonnie ripetendo l'ordine; Bonnie lo afferrò tra le mani, poi ruotando su se stessa, lo bloccò sotto l'ascella, mentre sferrava una tremenda gomitata nello stomaco dell'uomo che mollò lo sfollagente e cominciò a piegarsi su se stesso fino a cadere in ginocchio. Bonnie lanciò via lo sfollagente, poi girò attorno all'uomo che gemeva a terra e gli prese tra le mani la testa imprimendo una violenta torsione che gli spezzò le vertebre cervicali uccidendolo all'istante. Bonnie si allontanò mentre la radio del poliziotto gracchiava; la mancata risposta mise in allarme la centrale che inviò in zona una pattuglia in soccorso al collega. Un'autopattuglia si fermò vicino al poliziotto steso a terra e due agenti scesero; constatata la morte del collega i due cominciarono a perlustrare la zona, ed entrarono in un magazzino deserto, ove dovettero dividersi. Uno dei poliziotti udì un lieve rumore provenire da un angolo tra le casse e si addentrò cautamente con la pistola in mano, ed in effetti sorprese Bonnie intenta a cercare di salire sulle casse per fuggire; l'uomo, piuttosto giovane ed inesperto, ordinò a Bonnie di girarsi con le mani in alto; Bonnie comprese che poteva facilmente sopraffare il giovane agente, ma avvertì anche il nervosismo dell'uomo che poteva sparare da un momento all'altro. Alzò le meni come se volesse ubbidire ma anziché girarsi si avvicinò all'uomo lentamente; il poliziotto, giovane ed inesperto, non sapeva cosa fare, ed esitò a sparare; Bonnie appena arrivata a tiro gli sferrò un calcio in faccia da lasciarlo completamente stordito ed incapace di reagire; poi lestamente lo prese per un braccio si girò di scatto portandosi il braccio sulla spalla e lo fece volare sopra di se; l'uomo cadde sulla schena lasciando andare la pistola; Bonnie gli si sedette sul petto mettendogli una mano sulla bocca; mentre l'uomo cercava di implorarla di non ucciderlo, Bonnie freddamente gli affondò il coltello nel collo. Alzatasi in piedi, mentre guardava freddamente l'agente ucciso steso in mezzo ai suoi piedi, Bonnie non si accorse del secondo poliziotto che le arrivò da dietro afferrandola con un doppio Nelson da dietro e sollevandola da terra. Bonnie che non era mai stata afferrata così fu prese da rabbia incontrollabile; sferrò un calcio con il tacco al ginocchio del poliziotto che fu costretto a piegarsi, cadendo sulle ginocchia, appoggiato alla donna, che a sua volta era a terra appoggiata su mani e piedi. Bonnie con una mano afferrò e torse i testicoli dell'uomo che la lasciò immediatamente andare; Bonnie fu lesta a sgusciare da sotto e rimettersi in piedi. Ora i due si fronteggiavano, tentando qualche affondo di karatè; Bonnie improvvisamente sorprese il poliziotto con un calcio alla mandibola che lo stordì all'istante mandandolo a terra; Bonnie sferrò ancora due calci alla testa dell'uomo stordito a terra, poi chinandosi su di lui gli prese la testa e glie la torse violentemente spezzandogli il collo.