Cuore di padre e muscoli maschili non bastano contro le guerriere Nella guerra dei sessi, Giovanni cerca di proteggere i suoi bimbi dalla vendetta delle avversarie - by letiziainterista@gmail.com Giovanni abita nella città del Menan da pochi anni. Ha cercato rifugio con i due figli, i gemelli che ha avuto dalla sua ragazza. Nella sua città le femmine hanno vinto la rivolta civile e hanno imposto la legge di apartheid, per cui i maschi sono confinati in ghetti e non devono avere rapporti liberi con le ragazze. Giovanni perಠdi nascosto continua a frequentare la sua fidanzata: la notte scavalca di nascosto la recinzione del college in cui erano compagni di corso prima della rivolta, e si introduce nella sua stanza. Nonostante le precauzioni adottate, Lucia a soli vent'anni resta incinta e viene tenuta nascosta dalle compagne. Giovanni impiega metà delle sostanze economiche della sua famiglia per corrompere guardiane e funzionari, fino a trafugare i gemelli neonati e a fuggire per evitare la morte di moglie e figli. Trova rifugio al Menan, ma la notizia del delitto circola e il ragazzo sa di dover stare sempre in guardia dalle imboscate dei corpi speciali di amazzoni destinati alle vendette. Una sera caldissima di luglio Giovanni passeggia con i figli nel parchetto dei Bosi. I gemelli ormai hanno 4 anni, di Lucia invece il ragazzo non è ancora riuscito a sapere nulla. Dal boschetto al centro del parco gli vengono incontro due donne: gli serve poco tempo per identificare il loro ruolo e la loro missione, ma le guerriere sono veloci e l'imboscata non gli dà tempo di mettersi in fuga con i bambini. «Buonasera Giovanni, sai già perché ti cerchiamo vero?» «Lo immagino» «Sono loro il risultato delle tue lorde scopate illegali?» «Lasciate stare i miei figli.» «Dipende da te, dipende se sarai capace di difenderli.» «Non toccate i miei bambini! Prendetevela con me, sono l'unico responsabile» «Sei tu che non hai saputo controllare il tuo uccello schifoso, e hai contamitato il giglio sacro di una nostra compagna con il seme del tuo cazzo disgustoso, con la crudeltà della tua violenza. La nostra vendetta colpirà te e il tuo delitto» «I miei figli sono cresciuti senza la loro mamma per colpa vostra. Se solo foste un po' meno stronze si sarebbe risparmiata tanta inutile sofferenza. Sarಠio a vendicare l'ingiustizia subita dai miei bimbi». «Sei davvero giovane e carino, hai la stessa età di Lucia per davvero: sarà un peccato massacrarti, saresti potuto essere un fantastico stallone nella nostra città . Ma il tuo sudicio cazzo ha già prodotto troppi guai, e bisognerà tagliartelo prima che possa spargere ancora in giro il tuo seme di merda». «Papà perché vogliono farti male? Cosa vuole tagliarti questa signora?» «Non preoccupatevi piccoli, adesso il papà deve parlare un attimo con queste due signore. Andate a sedervi su quelle panchine e aspettatemi, torno a prendervi subito. Fate i bravi, non piangete e non parlate con queste signore, non disturbatele». «Che commozione, che papà dolcissimo: è un peccato che tra poco senza i coglioni e senza l'uccello tu non potrai pi๠essere considerato né un maschio né un papà » «Vi farಠa pezzi stronze, vendicherಠle sofferenze dei miei figli e quelle di Lucia. Vi riempirಠla passera con il mio seme, sentirete quanto brucia il mio cazzo d'acciaio che vi sfonda la figa, sentirete quanto è rovente la lava che esce dalle mie palle potenti». Giovanni si toglie la canottiera e rimane a torso nudo, mostrando il suo fisico scolpito e il petto ampio e villosissimo; tra i peli si scorge lo scudo menanista tatuato sopra il cuore. Gli si fa incontro la pi๠alta delle Amazzoni. «Vuoi essere tu la madre dei miei prossimi due gemelli?» La scintilla è già accesa, la provocazione la trasforma in incendio. La guerriera passa all'attacco senza alcuno studio preliminare, sferrando calci alti con scatti rapidissimi. La sua mobilità ಠsulle gambe è sorprendente, rende impossibile prevedere i suoi movimenti e mettersi al riparo dai suoi colpi. La raffica dei calci raggiunge spesso il suo obiettivo, centrando Giovanni ai fianchi e sulle cosce protette solo dalla stoffa dei bermuda. Al ragazzo non riesce mai il progetto di afferrare la gamba che lo ha appena aggredito, perché la rapidità delle incursioni supera le sue difese e perché il dolore degli schianti sul suo corpo comincia ad intimorirlo. Il successo dell'attacco incoraggia l'avversaria, che si stringe pi๠da vicino al fisico virile rincarando la potenza di fuoco con ginocchiate vibrate ai fianchi e alle gambe virili. Ma l'entusiasmo della donna è eccessivo, perché sebbene la sua azione stia ottenendo gli effetti dolorosi previsti, non impedisce comunque a Giovanni di tentare il contrattacco e di bersagliare con i pugni prima i fianchi della nemica - poi con una frustata improvvisa a raggiungerle le tette indifese. L'attacco sconvolge le pere sode dell'Amazzone, che si sollevano e roteano con la loro magnifica massa carnosa attorno allo sterno femminile. La forza del destro scatenato dal ragazzo soffoca il respiro della nemica, colando su tutto il suo fisico marziale un'ondata di frustrazione. La donna sospende la sua furia di attacco e si separa dal corpo virile, coprendosi con le braccia il seno oltraggiato. «Le tue pere sono un capolavoro, non puoi nemmeno immaginare quanta felicità possano regalare a un uomo ... se alla fine della sfida ne sarà rimasto ancora qualcosa, te le palperಠe te le succhierಠfino a consumartele ... » «Hai profanato il mio seno vigliacco figlio di puttana! Non sai che il petto di un'Amazzone è inviolabile?! Le mie tette ti potranno offrire solo altro dolore e altra sofferenza, non si fermeranno davanti a nessuna delle tue suppliche!» «Mi farಠuna spagnola con le tue pere dolcissime, e il cazzo coprirà con il mio seme anche il tuo seno morbido e caldo» Giovanni cerca di approfittare del vantaggio, tentando l'affondo con i pugni al bersaglio grosso: l'impresa di colpire di nuovo alle tette o di raggiungere la testa tuttavia fallisce. La pioggia di pugni sotto l'euforia momentanea del successo tuttasvia espone anche il ragazzo all'errore: l'Amazzone si riprende e scatena due calci ai fianchi e uno alla coscia sinistra che vanno a segno. Il dolore alla gamba impone a Giovanni un cedimento di equilibrio; pur senza crollare a terra, il ragazzo è costretto ad allontanarsi dall'avversaria per riprendersi dalla fitta che gli ha fulminato la coscia. «Aaah ... cazzo ... cazzo ... ». Stavolta è la donna a cogliere il segnale della debolezza momentanea dell'avversario e a scatenare un'offensiva tattica: la ragazza scatena una grandinata di calci, sempre alla ricerca delle cosce virili. Questa volta il maschio regge meglio, ma appare spossato dalla raffica di colpi da cui deve difendersi senza riuscire a reagire. Il fiatone comincia a farsi sentire, il pestaggio che la femmina ha imposto ai fianchi di Giovanni comincia a sortire il suo effetto. Mentre il ragazzo è intento a proteggersi i fianchi e le cosce, sempre pi๠piegato sulle gambe, l'Amazzone scatena un calcio altissimo che centra il volto del maschio.Il colpo stordisce Giovanni, che perde sangue dalla bocca e oscilla con lo sguardo vacuo. La guerriera affonda con un calcio sugli addominali e replica con un destro al volto; Giovanni crolla a terra. «Papà , papà , cosa ti fa questa signora?! Perché ti picchia?! - gridano i bambini piangendo - papà non farti picchiare!» «Non preoccupatevi bambini - risponde con fatica Giovanni - il papà è un uomo, è il pi๠forte di tutti! Non lo ricordate? State tranquilli, non mi succederà niente. State lontani da qui, è pericoloso ... » «Non mi sembra che tu ci tenga molto ai tuoi figli, oppure non riesci a difenderti davvero contro una donna?» «Cazzo i tuoi colpi fanno maledavvero ... perdonami, ti avevo sottovalutata ... » Il ragazzo si è rialzato e tenta di riprendere la sfida mirando ai fianchi dell'avversaria con i pugni. Ma la nemica appare in condizioni pi๠prestanti, e para senza difficoltà gli affondi virili; è lei infatti a condurtre il confronto, continuando a minacciare le cosce e i fianchi del maschio con calci e ginocchiate. Ora Il guerriero non riesce a trattenere un lamento ogni volta che il calcio o la ginocchiata della nemica va a segno: le gambe ormai sono coperte di lividi e di ferite, gli addominali e il costato sono infiammati dalle contusioni. In uno scontro ravvicinato, dopo una raffica di ginocchiate ai fianchi, l'Amazzone stampa una ginocchiata micidiale sugli addominali virili, fulminando con una frustata di dolore il corpo dell'avversario. «Aaaaaaaah ... cazzo mi hai stroncato gli addominali ... » Giovanni è piegato in due dalla sofferenza, si copre gli addominali pestati con le braccia, tentando di allontanarsi dalla guerriera perché non infierisca in questo momento di debolezza. «Papà papà ! Questa signora ti sta facendo male! Perché continua a picchiarti?!» «Bambini indietro ... mi raccomando non avvicinatevi ... il papà non permetterà a nessuno di farvi male ... » «Hanno ragione a preoccuparsi Giovanni: il tuo corpo maschio è troppo debole per sfidare un'Amazzone, e i tuoi muscoli sono molto meno agili del tuo lurido uccello nel penetrare nelle difese di una donna. Sto per disintegrarti, sei pronto a soffrire come non hai mai provato?» Il ragazzo di scatto tentato di portare a segno uno scambio destro-sinistro sugli addominali della nemica; ma la difesa della guerriera è pronta, ed è invece lei a sferrare una successione destro-sinistro-destro che si abbatte sul volto del maschio. Il guerriero oscilla a bocca aperta con gli occhi spenti, pur senza cadere a terra. E' il momento migliore per l'Amazzone, che carica la gamba destra e schianta un calcio in pieno sui coglioni di Giovanni. «AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH - Giovanni non riesce a trattenere le urla di sofferenza mentre crolla in ginocchio coprendosi il pacco massacrato con le mani - cazzo le mie palle ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... cazzo che male ... cazzo che male ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... brutta troia che colpo micidiale mi hai schiantato sulle palle ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... i coglioni mi fanno un male atroce cazzo ... AAAAAAAAAAAAAAAH ... » «Se le palle ti fanno cosଠmale, posso strappartelevia in un attimo, cosଠmagari sarai in grado di affrontarmi come un vero guerriero e di farmi vedere di cosa sei capace ... » «Stronza farಠtutto quello che potrಠper insegnarti a rispettare la mia virilità ... » «Papà ... cos'hai ... alzati ti prego - i bambini ormai piangono a dirotto - non farti piacchiare ancora ... » «Bambini non piangete ... aaaaaaaaaaah ... dovete essere forti ... aaaaaaaaaaaah ... siete degli ometti, lo avete dimenticato?... aaaaaaaaaah ... questa signora è davvero troppo forte ... aaaaaaaaaah ... anche per il vostro papà ... aaaaaaaaaaaaaah ... mi sta facendo malissimo ... aaaaaaaaaaaaah ... ma vi giuro che ce la metterಠtutta ... vi prego bambini ... non piangete ... aaaaaaaaaaah ... anche se mi vedete soffrire e urlare ... aaaaaaaaaaaaaah ... non piangete vi prego ... aaaaaaah ... » «Commovente Giovanni, davvero commovente ... adesso spiega loro perché non riesci a difenderti nemmeno da questi ... » L'Amazzone stampa sul volto del ragazzo un destro e un sinistro; infine con un calcio abbatte nella polvere il corpo del maschio, che crolla sul fianco sinistro. «Cazzo Giovanni, ma sei debole come un'educanda collegiale! Non puoi batterti contro di me crollando nella polvere dopo qualche calcetto! Esigo un avversario che riesca almeno a resistere! Alzati subito e sfidami come un vero guerriero!» La donna afferra il ragazzo per i capelli e lo risolleva in ginocchio; quando abbandona la presa, il maschio riesce a non rovinare al suolo appoggiando a terra entrambi i gomiti e gli avambracci. L'Amazzone si accovaccia accanto a lui, conversando con lui con confidenza: «Avanti Giovanni, parla ai tuoi figli: non vuoi dirgli che devono essere fieri di essere maschi? Non vorrei che stessero perdendo fiducia guardando il mondo in cui ti sto battendo. Vedi come piangono? Chiamali, digli che sto vincendo, ma che devono essere coraggiosi, e fieri della virilità che fiorirà nel loro corpo. Non vuoi?» «Bambini ... ascoltate ... aaaaaaaaaaaaaaah ... questa signora sta vincendo ... aaaaaaaaaah ... è troppo forte aaaaaaaaaah ... mi sta battendo facendomi molto male ... aaaaaaaaaaaaah ... ma voi bambini ... . aaaaaaah ... bambini ascoltatemi ... » In quell'istante la ragazza infila la mano tra le cosce spalancate di Giovanni e gli serra il pugno sui coglioni indifesi, stritolandoli con forza. «AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... cazzo le palle nooooooooooooo ... AAAAAAAAAAAAAAAH ... » Il fisico Agino di Giovanni è teso in uno spasimo di sofferenza atroce, mentre tenta invano di allentare con le mani il pugno che gli spreme i coglioni. «Bambini, vedete cosa succede a vostro padre? Gli faccio male alle palle, lo farಠsoffrire fino a quando ne avrಠvoglia, schiacciandogli le palle. Sono le stesse palline che avete anche voi. Tutte le persone che hanno le palle soffrono cosଠquando fanno i cattivi con le donne. Vi facciamo male perché siete inferiori, perché siete pi๠deboli e pi๠stupidi di noi. Siete pi๠cattivi di noi, e noi vi insegneremo a non esserlo pià¹. Come sto facendo con il vostro papà . Gli devo fare tanto tanto male per quello che ha fatto, vero Giovanni?» «AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... basta ti prego ... ti prego ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... le palle ... le palle cazzo ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... è atroce cazzo ... le mie palle ... le mie palle cazzo ... AAAAAAAAAAAAAAAAAH ... ti prego non davanti ai miei figli ... mi stai devastando i coglioni di prego ... AAAAAAAAAAAAAAAH ... non ho mai sentito un dolore cosଠstraziante cazzo ... AAAAAAAAAAAAH ... basta ti prego ... ti prego cazzo basta ... AAAAAAAAAAAAAAAH ... hai vinto cazzo ti prego fermati ... AAAAAAAAAAAAAH ... non avrei mai potuto crederci ... non potevo immaginare che mi avresti sconfitto ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... invece mi hai battuto ... mi hai battuto ... AAAAAAAAAAAAAAAAAH ... ti prego ... non infierire sulle mie palle ... AAAAAAAAAAAAAAAH ... le mie palle sono troppo deboli ... il dolore mi schianta tutto il corpo ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... ti prego lasciami le palle ... Hai trafitto il mio fisico virile nel punto pi๠vulnerabile ... AAAAAAAAAAAAAAAAAh ... cazzo ti prego ... hai stroncato la potenza del mio corpo ... AAAAAAAAAAAAAAAAAH ... mi hai sconfitto ... non riesco pi๠a resistere ... AAAAAAAAAAAAAAAH ... basta ti prego ... il cuore mi sta esplodendo dal dolore ... AAAAAAAAAAAH ... » «Vedete bambini? Vostro padre vi ha fatto con le palle che gli sto schiacciando ... è per questo che gliele sto stritolando e che gli sto facendo cosଠmale ... non avrebbe dovuto mettervi al mondo senza il nostro permesso ... Lui vi ha dato la vita con le sue palle, e gli tolgo la sua massacrandogliele» «Stronza puttana lascia stare i miei figli!.... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... cazzo brutta troia ... Senti come sono duri i miei coglioni?... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... con tutta la tua crudeltà non sei ancora riuscita a castrarmi ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... morirಠprima di smettere di essere un maschio ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... se solo fossi un po' meno stronza smetteresti di umiliarmi davanti ai miei figli schiacciandomi le palle ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... non infieriresti su un maschio stritolandogli le palle cazzo ... AAAAAAAAAAAAAH ... » «Papà è vero quello che dice la signora? Ti fanno tanto male le palle?» «AAAAAAAAAAAAAAAAH ... bambini ... le palle mi fanno malissimo ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... questa signora mi sta facendo un male atroce alle palle ... AAAAAAAAAAAAH ... bambini ... se tra poco mi vedrete cadere per terra con gli occhi chiusi ... correte a casa pi๠forte che potete ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... » «Papà è vero che ci hai fatti con le tue palle?» «Vi ho fatti con la vostra mamma ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... io e vostra mamma ci volevamo tanto bene ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... lei accarezzava e baciava le mie palle ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... non me le schiacciava straziandomi tutto il corpo come fa questa sigonra crudele ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... è cosଠche siete nati bambini ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... » L'Amazzone lascia la presa sul pacco virile e si risolleva in piedi. «Bambini vostro padre è un essere debole e arrogante, come tutti i maschi. E' troppo vulnerabile per proteggersi da me e per difendere voi. Guardate bene quello che sto per fargli.» La guerriera colpisce con un calcio il volto del ragazzo; mentre Giovanni è stordito per il colpo, lo spinge a terra con il piede, facendolo giacere con la schiena nella polvere. Quindi gli schiaccia il piede destro sul petto villoso, e solleva le braccia in segno di trionfo. «Guardate bambini: il vostro papà è per terra, battuto, mi pulisco i piedi sui peli del suo petto nudo, senza che riesca a difendersi. Tiene le mani sulle palle invece di proteggere la fierezza virile del suo petto, che io calpesto nella polvere con i miei piedi. Ha paura di me, ha paura che ricominci a picchiarlo sulle palle facendogli ancora pi๠male, fino a frantumargliele nello scroto. Vostro padre come tutti i maschi è troppo debole per sfidare e battere una donna, guardate come gli ho fatto male su tutto il corpo, come gli schiaccio il petto indifeso ... » «Ti prego ... non mortificarmi cosଠ... non umiliarmi davanti ai miei figli ... » «Papà ti ha battuto - piangono i bambini - come ha fatto? Come ha fatto questa signora a vincere contro il nostro papà ?! Papà ti ha fatto cosଠtanto male alle palle?» «Bambini perdonatemi ... ce l'ho messa tutta ... questa signora è troppo forte per me ... non ce l'ho fatta a resistere ... ha vinto lei ... non posso difendere l'orgoglio del mio petto virile dal suo trionfo ... mi ha sconfitto ... » «Bravi bambini, avete capito tutto - esclama con soddisfazione isterica la donna - vogliamo vedere come stanno le palle del papà ? Vogliamo vedere tutti insieme cos'è successo alle palle che vi hanno messo al mondo?» «Oh cazzo ti prego no! Non mostrare adesso il mio pacco devastato ai miei figli!» «Zitto stronzo! Non ammetto pi๠obiezioni!» La guerriera sferra un pugno in pieno sul petto di Giovanni mirando il tatuaggio dello scudo menanista; una fitta di dolore si irraggia dal centro dello sterno in tutto il torace virile. «Aaaaaaaaaaah ... cazzo il mio petto ... aaaaaaah ... me l'hai schiantato cazzo ... aaaaaaaaaaah ... che colpo terribile ... aaaaaaaaaaaaaaaah ... mi fa male tutto il petto cazzo ... aaaaaaaaah ... » Nel frattempo l'Amazzone ha strappato i bottoni dei bermuda che proteggono il ventre e le cosce del maschio, e ha denudato l'avversario dei calzoncini e degli slip. I genitali maschili di Giovanni ciondolano nudi tra le sue cosce pelose mostrando i segni spaventosi delle torture che hanno subito. Il cazzo maestoso del guerriero è coperto di sangue e di ferite sul fusto e sulla cappella; la sacca dei coglioni è gonfia in modo spaventoso, viola di lividi e coperta di chiazze di sangue sul pelo foltissimo del pacco. «Giovanni è la tua ora. Sei pronto a subire la nostra vendetta? Prepara i tuoi bambini a vderti soffrire un dolore atroce come non hai mai provato ... » «Oh cazzo no ti prego ... ti prego no ... cazzo ti prego no ... risparmiami ti imploro ... ti prego non farlo ... ti prego ... non castratemi davanti ai miei figli ... ti prego ... lascia che si ricordino il corpo di loro padre Agino ... vi prego ... lasciate che si ricordino di me come un maschio ... vi prego ... non mutilatemi il pacco di fronte ai miei figli ... ti prego non infierire sul mio corpo virile in questo modo ... ti prego ... mi hai inflitto una sconfitta umiliante ... non evirarmi davanti ai miei figli ti prego cazzo ... » Mentre il ragazzo tenta di impietosire le avversarie, l'Amazzone rimasta in disparte gli si avvicina e lo afferra per i capelli; lo solleva in ginocchio poi lo afferra di schiena sotto le ascelle. Il guerriero tenta di opporre resistenza, ma è troppo debole per impedire il decorso della procedura. La donna lo trascina indietro di qualche passo, fino a quando lei si siede su un ceppo d'albero tagliato. Lo attrae a sé tenendogli saldamente imprigionate le braccia da dietro, e obbligandolo ad aderire di schiena al suo seno. Con le gambe imprigiona le cosce virili, affinché rimangano ben spalancate di fronte all'Amazzone che lo ha sconfitto, e che lo fissa crudelmente restando in piedi a un passo da lui. «Sarà meglio che avvisi i tuoi figli, o dovrಠfarlo io!» «Bambini ascoltate ... dovete essere coraggiosi. Tra poco il papà sarà picchiato molto forte, e urlerà molto per il dolore. Stanno per farmi tanto tanto male, e io cercherಠdi resistere, ma forse non ce la farà². Voi bambini dovete essere forti, dei veri ometti: non dovete piangere mentre queste signore mi picchieranno sulle palle e io urlerಠe mi contorcerà², provando a resistere per tornare da voi. Ascoltatemi bene bambini: se vedete che chiudo gli occhi e ciondolo piegato addosso alla signora che mi stringe, scappate via di corsa pi๠veloci che potete e ... » In quel momento scatta la gamba dell'Amazzone in piedi e fulmina i coglioni nudi di Giovanni. «AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... cazzo è orribile ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... non potete immaginare il dolore atroce che mi dilania il corpo ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... il dolore alle palle sbrana tutto il mio corpo virile fibra per fibra ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... vi prego ... pietà ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... un po' di pietà per i miei genitali maschili ... » «Papà non farti picchiare! - strillano i bambini in lacrime - non soffrire cosଠ... difendi le tue palle ... ho paura ... ti fanno troppo male ... questa signora continua a vincere contro di te ... » La guerriera sferra un altro calcio sui coglioni indifesi di Giovanni. Ancora una volta la sacca delle palle si comprime sotto il collo del piede, mentre il cazzo flaccido rotea aspergendo la pelle femminile del sangue maschio che perde dalle ferite aperte sulla lunga asta e sulla cappella. «AAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... fa male ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... cazzo fa male ... la mia sacca dei coglioni cazzo ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... non castrarmi ti supplico ... AAAAAAAAAAAAAH ... i miei coglioni sono duri ma stanno per esplodere ... CAZZO CHE MALE I COGLIONI ... AAAAAAAAAAAAAAAH ... » L'Amazzone lascia partire il terzo calcio sul pacco massacrato del ragazzo. «AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... cazzo mi stai schiantando le palle ... AAAAAAAAAAAAAH ... ti prego basta ... AAAAAAAAAAH ... ti prego trascinami in catene davanti alle tue compagne ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... striscerಠai tuoi piedi per tutta la città ... AAAAAAAAAAAH ... mostrami battuto a tutti ... AAAAAAAAAAH ... fa' vedere il mio corpo nudo devastato dai tuoi colpi ... AAAAAAAAAAAAAAH ... fa' vedere a tutti come mi hai sconfitto ... AAAAAAAAAAAAAAH ... porta in giro per la città il mio fisico virile umiliato dalla tua forza ... AAAAAAAAAAH ... sarಠper sempre il tuo schiavo ... AAAAAAAAAH ... ma ti prego, non pestarmi pi๠sulle palle ... AAAAAAAAAAAAAAAAH ... cazzo le palle fanno troppo male ... » La femmina impassibile stampa il quarto calcio sui coglioni di Giovanni. Questa volta anche l'uccello rimane intrappolato sotto la martellata del piede, esplodendo in una nuvola di sangue che si disperde in rivoli sulla pelle femminile. «AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... BASTA ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... BASTA TI PREGO ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... PIETA' CAZZO ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... BASTA ... BASTA ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... SONO UN MASCHIO CAZZO ... LE PALLE MI SCHIANTANO DI DOLORE ... . AAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... cazzo ... cazzo ... che male atroce ... AAAAAAAAAAAAAAAAH ... cazzo ti imploro ... risparmiami i coglioni ... ti prego ... AAAAAAAAAH ... è orrendo perdere le palle ... ti prego ... non posso vivere senza i miei coglioni ... AAAAAAAAAAAAAAAH ... ti prego ... non giustiziarmi il sesso ... AAAAAAAAAH ... ti prego non mutilarmi il mio pacco maschio ... AAAAAAAAAAAAAAH ... non spezzarmi le mie palle preziose ... AAAAAAAAAAAAAAAH ... il mio fisico non puಠsopravvivere ai miei coglioni delicati ... AAAAAAAAAAAH ... mi hai sconfitto trafiggendomi il corpo nel punto pi๠vulnerabile della mia virilità ... AAAAAAAAAAAAAAAH ... ti prego non finirmi ... AAAAAAAAAH ... non schiantarmi i genitali maschili ... AAAAAAAAH ... non frantumarmi la virilità a calci ... AAAAAAAAH ... non spezzarmi la vita facendomi soffrire cosଠ... » «Le tue palle sono davvero ostinate come te! - esclama la guerriera - peggio per te, dovrai soffrire per la loro stupida resistenza. Hai detto che volevi una spagnola? Bene, l'avrai!» La ragazza esplora il terreno intorno per recuperare gli strumenti per annientare definitivamente la virilità di Giovanni. In breve raccoglie due pietre che sembrano corrispondere perfettamente a quello che cercava: sul volto si allarga un sorriso crudele, con una chiara espressione di soddisfazione. La donna si appoggia i sassi sull'Aginno delle tette, accostando la parte piatta delle pietre alla pelle nuda del seno. Poi si avvicina al ragazzo e si inginocchia tra le sue gambe forzate dalla compagna a restare divaricate. «No ... no cazzo ti prego ... ti prego ... non castrarmi ... ti prego ... ho paura ... non frantumarmi le palle ... ti prego ... non mi castrare ... non farmi soffrire cosଠ... ti prego ... i miei coglioni sono troppo vulnerabili ... non ce la potranno fare contro l'armatura delle tue tette ... ti prego ... le mie palle non riusciranno a resistere contro le tue fottute pere ... » «Avanti Giovanni ... fammi sentire quanto sei virile ... goditi la sega che le mie tette stanno per offrirti ... e cerca di essere un po' galante ... sei veramente un bel ragazzo, ma non è gentile respingermi fin dal primo incontro, no?» L'Amazzone avvicina il seno al pacco del ragazzo, e sistema le sue tette armate con le pietre intorno al cazzo e alle palle che ciondolano inermi tra le cosce di Giovanni. Quindi con le mani passa a stringere le pere possenti contro il pacco nudo del maschio, facendole roteare e strofinandole in tutte le direzioni. «AAAAAAAAAAAAAAAAH ... le palle ... cazzo ... cazzo ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... le palle ... me le stritoli cazzo ... oddio noooooooooooo ... cazzo nooooooooooooooooooo ... oh cazzo ti prego ... ti prego mi esplodono i coglioni ... AAAAAAAAAAAAAAH ... la tua tetta mi sta spezzando la palla sinistra ... ti prego ... AAAAAAAAAAAAAAAH ... i miei coglioni non ce la fanno a resistere ... cazzo ti prego ... la mia palla sinistra ... LA MIA PALLA TI PEGO ... NO ... NOOOOOOOOOOOOOO ... cazzo me l'hai distrutta ... cazzo brutta troia mi hai frantumato un coglione ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... che cazzo di male ... che cazzo di male porca puttana ... la mia palla ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... cazzo ... cazzo ... i miei attributi virili ... cazzo ... mi hai distrutto una palla ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... mi hai già mezzo castrato ... hai dimezzato la mia potenza virile cazzo ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... la tua vendetta è troppo feroce ... il dolore mi sta dilaniando la sacca delle palle cazzo ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... ti prego è atroce ... mi fai un male atroce cazzo ... AAAAAAAAAAAH ... ti prego ... lasciami almeno una palla ... AAAAAAAAAAAAAAAH ... non frantumarmi anche l'altro coglione ... AAAAAAAAAAAAAAH ... tutte le ragazze in città sognavano di farsi una scopata con me ... AAAAAAAAAAAAAAAH ... giuro che sarಠil tuo stallone per sempre se mi lasci almeno la palla che mi è rimasta ... ti prego ... ti prego ... » «Papà ... non piangere ... ti curiamo noi il sangue che questa signora ti fa scendere dalle palle ... ti curiamo noi le palle che ti fanno male ... andiamo a casa papà !» Giovanni piange a dirotto. «Ti prego ... non castrarmi ... non frantumarmi anche l'altra palla ... ti prego ... voglio continuare a essere un maschio ... AAAAAAAAAAAAAAAAH ... non farmi scoppiare il testicolo ... ti prego ... AAAAAAAAAAAAAH ... se mi lasci almeno un coglione ti farಠgodere come nessun maschio finora ti ha fatto fremere la tua dolce passera ... » «Nessun maschio, brutto stronzo, finora è mai riuscito a farmi godere! Nessuno schifoso cazzo del mondo mi ha fatto fremere la passera, nessun ragazzo con i suoi muscoli sempre sudati e i suoi peli di merda riuscirà mai a farmi godere! Ma tu non riuscirai a far godere pi๠nessuno, perché tra poco le tue palle e il tuo uccello saranno solo una poltiglia di sangue e carne» «Nooooooooooooooo ... Ti prego ... cazzo ti prego ... ti prego ... lasciami provare ... vedrai ... vedrai che ci riuscirಠ... ti prego ... ho sempre spossato di libidine le ragazze che ho scopato ... ti prego ... ce la metterಠtutta anche con una palla sola ... aaaaaaaaaaaaaaaah ... resisterಠdi pi๠... non sporcherಠla tua passera dolcissima con il mio seme ... aaaaaaaaaaaaaaaaah ... penserಠsolo a farti venire ... ti farಠgodere per tutta la notte ... aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah ... resterಠin tiro tutto il tempo ... mi sbatterಠcome se avessi venti cazzi che ti accarezzano irradiandoti tutto il corpo di ondate di orgasmo senza fine ... aaaaaaaaaaaaaaaaaaah ... profonderಠtutta la mia energia virile per farti godere ... senza contaminarti con il mio seme maschio ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAH. NO ... NO ... NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO ... AAAAAAAAAAAAAAAAAH ... MI HAI CASTRATO ... . MI HAI CASTRATO ... LE MIE PALLE SONO ESPLOSE ... MI HAI SPAPPOLATO LE PALLE CAZZO ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... NON SO NO PIU' UN MASCHIO ... NON SONO PiU' UN MASCHIO CAZZO ... mi hai castrato ... oh cazzo mi hai castrato ... AAAAAAAAAAAAAAAH ... cazzo perché sei stata cosଠstronza ... cazzo perché ... HAI FRANTUMATO I MIEI ATTRIBUTI VIRILI ... AAAAAAAAAAAAAAH ... non potrಠgodere mai pi๠... AAAAAAAAAAAAAAAAAH ... mi hai spappolato i coglioni cazzo ... aaaaaaaaaaaah ... aaaaaaaaaaaaaah ... » «Non svenire vigliacco di merda ... non ho ancora finito ... devo prendermi il mio trofeo ... svegliati bastardo ... » «aaaaaaaaaaaaah ... mi fanno male le palle ... aaaaaaaaaaaah ... la mia sacca delle palle fa un male atroce ... aaaaaaaaaaaaah ... mi hai castrato ... aaaaaaaaaaaah ... hai sbriciolato le mie palle con le tette ... aaaaaaaaaaaaaaaaaaaah ... le mie palle ... aaaaaaaaaaaah ... mi hai disintegrato le palle con le tue cazzo di pere ... perché siete cosଠstronze con i ragazzi ... perché hai straziato cosଠil mio corpo maschio ... aaaaaaaaaaaaah ... » «Non svenire stronzo ... devi essere sveglio nel momento in cui celebro il mio trionfo! Non è virile sottrarsi a questo impegno ... devi essere sportivo, piegarti a subire l'umiliazione della sconfitta mentre mutilo il tuo corpo maschio per strapparti il trofeo della mia vittoria! Ho annientato la resistenza del tuo fisico, ho polverizzato i tuoi muscoli virili, ho distrutto le tue palle con le mie tette. Il tuo corpo non è stato in grado di competere con il mio, come tutti i maschi sei rimasto annichilito dalla mia potenza. Hai promesso di pestarmi, di assalirmi con la forza terribile dei tuoi muscoli e del tuo cazzo, avevi proclamato di produrre un seme rovente come lava. Invece il tuo corpo è crollato sotto i miei colpi, il tuo uccello si è piegato e rimpicciolito di fronte alla mia furia, il tuo petto villoso si è fatto schiacciare e calpestare dai miei piedi, i tuoi muscoli sono stati massacrati e battuti dalla mia violenza, le tue palle non hanno resistito contro il mio seno e sono esplose mentre le mie tette le stritolavano nel tuo scroto peloso. Quindi atomo del tuo corpo ora è mio, e prenderಠquello che vorrà²!» «Mi hai inflitto una sconfitta devastante ... hai spezzato il mio corpo trafiggendolo negli organi pi๠fragili della mia virilità , hai infierito sul mio fisico battuto massacrandomi gli attributi maschili; mi hai torturato le palle con il tuo seno fino a distruggerle. Mi hai castrato, non sono pi๠un ragazzo, hai umiliato il mio corpo maschio davanti ai miei figli fino ad annientare la mia virilità ... casa vuoi stroncare ancora dal mio fisico ... » Senza rispondere nulla l'Amazzone affonda le unghie di entrambe le mani nell'asta già sanguinante del cazzo di Giovanni. «AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... no ... l'uccello ... AAAAAAAAAAAAAAH ... no ... mi strappi il cazzo ... mi stai tagliando il cazzo ... noooooooooooooo ... AAAAAAAAAAAAAAAH ... mi stai dilaniando anche l'uccello ... nooooooooo ... il mio cazzo ... ti prego ... il mio cazzo ... NOOOOOOOOOOOOOOO ... MI HAI EVIRATO ... MI HAI STRAPPATO IL CAZZO ... AAAAAAAAAAAAAAH ... TI SEI PRESA IL MIO CAZZO ... MI HAI STACCATO IL CAZZO DAL CORPO ... IL MIO CAZZO PORCA PUTTANA ... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH ... » «Mostrerಠil tuo cazzo schifoso a Lucia, poi lo trascinerಠper le strade della città , fino a quando non si sarà consumato sull'asfalto o i cani non lo avranno sbranato» Noi siamo arrivati in quel momento, attirati dalle urla di Giovanni. Abbiamo messo in salvo i bambini dalla furia delle Amazzoni, e abbiamo catturato le due guerriere. Giovanni è morto dopo qualche ora, per la sofferenza e per l'emorragia di sangue. Ci siamo vendicati sulle due ragazze, uccidendole con una furiosa violenza di gruppo.