IL BREVE E FELICE MATRIMONIO DEL RE C'era una volta un re che non aveva ancora trovato una moglie che potesse assicurargli una discendenza. Le principesse degli altri regni avevano infatti sempre sdegnato le sue offerte di matrimonio non solo perché il suo reame era un piccolo staterello, ma anche perché egli era un ometto alto appena un metro e 50, magrolino e con una calvizie incipiente. Giunto a 40 anni e sempre pią¹ deciso a trovare moglie inizią² allora ad attraversare il proprio paese incontrando le giovani della nobiltą . Per un anno fu sempre in viaggio organizzando feste nei saloni delle varie cittą , ma non trovą² mai una fanciulla che attirasse la sua attenzione. Una mattina, mentre dormiva durante uno di questi viaggi fu svegliato di soprassalto . Si affaccią² e vide che la carovana di carrozze che lo scortava era stata costretta a fermarsi all'improvviso per permettere il passaggio di una mandria di pecore. Sceso a prendere una boccata d'aria fresca raggiunse gli uomini e li trovą² attoniti dinanzi ad una visione che lui stesso giudicą² spettacolare. Nella campagna assolata una ragazza bionda straordinariamente alta e super maggiorata accompagnava la mandria verso il paese dopo il pascolo. Un omone imponente, probabilmente il padre, alto almeno quanto la guardia personale del re (circa 2 metri) le camminava affianco sfigurando perché lei lo superava di almeno 30-40 centimetri. Per un istante la ragazza si voltą² e il re potette vederle il viso. Era giovanissima, doveva avere 16-17 anni ed era incredibilmente bella. Il re era eccitatissimo, come probabilmente dovevano esserlo tutti i suoi uomini. Non aveva mai visto una bellezza simile, aveva finalmente trovato la donna dei suoi sogni. Ordiną² agli uomini di portarlo in paese e, prima che venisse montato l'accampamento, assegną² all'uomo pią¹ fidato l'incarico di trovargli al pią¹ presto quella tenera e immensa adolescente tettona. La cosa fu svolta rapidamente. Dopo neanche un'ora venne ricevuto dai suoi genitori, comunicą² loro le sue intenzioni e chiese di poterla vedere. La splendida ragazzona entrą². Sembrava triste. Doveva aver sentito tutto. I suoi bellissimi occhioni verdi erano lucidi ed aveva il viso basso ed arrossato. Era avvolta da un rozzo palandrano che non riusciva a nascondere le sue mastodontiche grazie e guardava il re con timore e forse anche con una certa dose di disprezzo che lui con amarezza dovette trovare comprensibile. Lei era una meravigliosa fanciulla alta quasi quanto il soffitto e lui una specie di nanetto quarantenne che non le arrivava neanche al sedere. Il re pensą² che anche semplicemente baciarla sarebbe stata un'avventura, avrebbe dovuto arrampicarsi con le sue gambe stecche su quel corpo incredibile e davvero non vedeva l'ora di salire su di lei e far scomparire il suo pistolino tra quelle tette grandi quanto due enormi angurie. Era eccitatissimo, sudava copiosamente ed anche il padre e la madre della ragazza si accorsero del piccolo ed insistente rigonfiamento nei suoi calzoni. Il matrimonio fu deciso e quando il re si congedą² la ragazza esplose in un pianto a dirotto. "Mamma, non voglio, ti prego", le disse. "Non voglio andare con quel microbo unto e sudaticcio! Voglio stare ancora con voi!" "Oh, piccola, sei ancora una bambina! Possibile che tu non capisca la fortuna che ti č capitata? Sarai una regina!", le rispose la madre accarezzandole i suoi lunghi capelli biondi. Il re visse con impazienza non solo i preparativi, ma anche lo stesso matrimonio tutto proiettato com'era al momento in cui avrebbe potuto godere della sua sposa la prima notte di nozze. Le anziane sarte presero le misure mozzafiato della ragazza e realizzarono per lei uno splendido vestito. Le ancelle le lavarono il corpo e i capelli con i saponi pią¹ preziosi e delicati provando un'eccitazione incredibile. Il giorno delle nozze lei era pią¹ bella che mai e il re lo trascorse invariabilmente con l'uccello sempre duro. In chiesa addirittura temette di venire nei calzoni durante la funzione quando lei si abbassą² per scambiarsi l'anello e baciarlo sulle labbra travolgendolo con il profumo meraviglioso del suo corpo e della sua fresca e primaverile giovinezza. La cena del matrimonio al re sembrą² ovviamente interminabile e quando tutto finଠe lui si trovą² a salire le scale con la sua regina per raggiungere le loro stanze sentଠil cuore battergli all'impazzata. Tenendole la mano, pur trovandosi due gradini sopra la sua giovanissima, bella regina, continuava ad essere di gran lunga pią¹ basso di lei e voltandosi con lo sguardo incontrava le sue gigantesche tettone. Se non fosse stato per le due guardie all'ingresso della stanza le sarebbe saltato addosso gią nel corridoio. Lei, invece, non sembrava affatto entusiasta e, una volta soli nella camera, questo fu ancora pią¹ manifesto. Per quanto gigantesca, era una ragazzina di sedici anni e, come tutte le sue coetanee, aveva timore di cią² che ancora non conosceva. Il re scoprଠdi provare un'immensa tenerezza. Sentiva gią di amarla percią² decise almeno quella notte di essere meno irruento possibile per non spaventarla. Dopo averla fatta spogliare, per quanto in visibilio alla vista del suo corpo nudo, le si avviciną² molto lentamente, si levą² il suo abito da cerimonia e cercą² di arrampicarsi per darle innanzitutto un tenero bacio. L'eccitazione prolungata del giorno e l'ansia con cui aveva atteso questo momento si fecero perą² sentire. Al primo contatto con quel corpo incredibile, arrampicato come un ragnetto col suo corpo rachitico ad una coscia della ragazzona e inebriato dal suo odore, furono sufficienti poche sollecitazioni al suo pistolino perché esplodesse come una fontana. "Che schifo!!! Mi hai fatto la pipଠsulla gamba!!!", urlą² disgustata la ragazza scrollandosi il re come un moscerino e facendolo letteralmente volare nella stanza mentre stava ancora eiaculando. Le due guardie allarmate dal trambusto entrarono nella stanza e riuscirono appena a vedere il re svenuto e sanguinante prima di essere travolte dalla giovane inferocita. Uno dei due riuscଠa dare l'allarme prima di essere tramortito con un ceffone. Mentre lei scendeva le scale di corsa, trenta uomini le furono addosso e ingaggiarono una lotta convulsa con la giovane gigantesca tettona completamente nuda. Solo in virtą¹ del loro numero riuscirono a prevalere e. quando lei fu finalmente immobilizzata e messa in condizione di non nuocere, 10 uomini giacevano svenuti, 5 gravemente feriti, 2 erano quasi morti. I superstiti erano stravolti, ansimanti e tutti terribilmente eccitati. Lei fu condotta in una cella, il re in infermeria. Appena il re rinvenne chiese subito di lei ed ordiną² che venisse liberata al pią¹ presto e condotta nelle sue stanze. Per due giorni le dame di corte andarono a trovare la regina. Dopo aver ascoltato la vicenda, rivelarono alla giovane che il re si era mostrato incredibilmente clemente forse perché innamorato. Le spiegarono che non era stata bagnata di pipą¬, ma che il re aveva cosଠmanifestato il suo desiderio per lei. In quanto moglie del re, doveva essere suo dovere soddisfare tutte le sue volontą e dargli piacere con mille arti ed anzi le illustrarono nei dettagli tutto cią² che una donna dovrebbe fare col proprio uomo. Qualcosa nei discorsi delle dame dovette convincerla perché il terzo giorno lei andą² in infermeria a trovarlo, gli chiese perdono ed ebbe cosଠtanta fiducia da ottenere di poter restare con lui da sola. Quella notte per il re si aprirono le porte del paradiso. Lei bacią² ogni centimetro del suo corpo con una delicatezza infinita, gli salଠsopra, ben attenta a non schiacciarlo, e lo cavalcą² dolcemente. Lo fece venire con la bocca e con le sue tettone un numero interminabile di volte e il re scoprଠche la sua sposa con l suo bellissimo viso da bambina, non solo era una gigantesca super maggiorata, ma sapeva anche imparare ad usare il suo corpo per dare piacere in modo incredibile. Inizią² cosଠil mese pią¹ bello della vita del re. Tutte le sue fantasie sessuali pią¹ sfrenate trovarono sfogo. Dal pią¹ bravo dei suoi artigiani fece realizzare una specie di marsupio fatto su misura per la regina che permetteva a lui di starle abbarbicato da dietro senza sforzo dandogli la possibilitą di far passare il pene attraverso un foro e penetrarla quando desiderava. Per lui era un'estrema delizia godere mentre lei faceva tutt'altro. Era una specie di giostra della lussuria stare su quel culo da sogno ed essere sballottato dolcemente a destra e sinistra all'oscillare dei suoi fianchi mentre lei semplicemente camminava. Bastava inoltre che la super ragazzona indossasse un mantello perché venisse del tutto celata agli occhi degli altri la piccola sagoma del re e lui impazziva di piacere quando ben nascosto sotto il mantello affondava il suo membro in quella fica deliziosaĀ Ā mentre ad esempio lei passeggiava in compagnie delle giovani dame nei giardini della reggia in cerca di fiori. Talvolta quando esplodeva non riusciva a trattenere un gemito di piacere e questo strappava dei risolini alle altre ragazze che avevano capito che proprio sotto quel mantello il loro buffo, microscopico re stava godendo arrampicato sull'incredibile corpo della loro bellissima giovane amica anche in loro presenza. Col tempo il re arrivą² a perdere ogni ritegno e accadde addirittura che davanti a tutti, a mare, assicurato col marsupio il suo corpo ridicolo al culo della sua giovane, splendida sposa, venisse anche 4 o 5 volte di seguito sballonzonato dalle grandi, tonde e toniche natiche della ragazzona che si muovevano ritmicamente quando lei batteva i piedi mentre nuotava al largo, il tutto sotto lo sguardo divertito, esterrefatto, ma anche tremendamente invidioso delle guardie del corpo rimaste sulla battigia. In tutto questo lei non godeva mai, o almeno mai col suo patetico sposo. Quando egli si assentava per brevi periodi, la fanciulla prese l'abitudine di scegliere tra gli uomini del palazzo quelli pią¹ imponenti e soprattutto con gli uccelli pią¹ grossi. Se ne portava due o tre in camera e li sfiancava per almeno 6 o 7 ore facendoli a pezzi, ma facendoli anche innamorare terribilmente. Un mese dopo il loro matrimonio il re e la regina viaggiavano assieme nella carrozza regale quando incapparono in un agguato dei rivoluzionari. La sparatoria durą² pochissimo. Le guardie, prese di sorpresa, furono tutte sterminate. Una voce urlą² al re di uscire dalla carrozza. "Il re non c'č", disse la regina uscendo, bellissima ed immensa, dalla carrozza. I rivoluzionari rimasero ammutoliti per un istante. Nessuno di loro era neanche riuscito a sognare una ragazza cosଠbella e gigantesca. Erano in quattro, tutti armati con i fucili, ma sembravano irretiti dalla sicurezza con cui lei si avvicinava. Uno di loro le stava per chiedere dove fosse nascosto il re, ma non riuscଠa terminare la frase. Velocissima, lei gli afferrą² la testa fracassandola contro quella del suo compagno, sferrą² un calcio terrificante al terzo e girandosi assestą² una tremenda gomitata al quarto sfondandogli il naso. Sempre fulminea, raccolse un fucile mentre i quattro erano a terra con le ossa rotte e li uccise tutti. "Amore mio", ansimą² sotto il mantello il re afferrandole le tettone con le sue mani sudaticce, "sei stata una furia! Sono eccitatissimo" La giovane regina stava osservando con compassione i volti scavati e i corpi denutriti dei rivoluzionari che aveva appena ucciso quando sentଠla capocchietta del re premere contro la sua fica e provą² un senso di nausea. Si sfilą² bruscamente dalle spalle il marsupio regale e fece precipitare il suo sposo per terra tutto nudo. "Hei, perché hai fatto questo?", urlą² il re dolorante e sorpreso. "Immaginavo che un' occasione simile a questa si sarebbe presentata perché la gente č scontenta e patisce la fame ed č un peccato che tu non sia morto per mano loro e che dovrą² ucciderti proprio io", rispose la ragazzona "Uccidermi? Perché mai dovresti uccidermi?" chiese il re alzandosi in piedi con le lacrime agli occhi "Perché non sei degno di essere re! Ti preoccupi solo dei tuoi piaceri e non del tuo popolo. Se governerą² io questo sarą un paese migliore" Il re capii che le parole della sua sposa erano giuste e sentଠdi amarla pią¹ che mai. Non avrebbe mai voluto morire, ma non aveva alcuna speranza di salvarsi. Sarebbe stato ucciso dalla ragazzona che amava terribilmente e che quasi sicuramente non lo aveva mai amato, dalla sua paradisiaca sedicenne che lo aveva fatto godere sino allo spasimo e che quasi sicuramente lui non era mai riuscito a far godere. "E sia! Ti posso chiedere un ultimo bacio prima che tu mi uccida?" "Ti farą² godere per l'ultima volta" "Va bene" rispose il re. Lei lo sollevą² baciandolo a lungo e facendolo strusciare sulle sue tettone per eccitarlo, poi lo mise a cavalluccio sulle sue spalle e gli ciuccią² lentissimamente il pistolino. Il re non avrebbe mai voluto venire, ma come sempre esplose dopo pochi secondi nella bocca della splendida sedicenne e, mentreĀ Ā piangendo urlava disperatamente di amarla, lei gli spezzą² la spina dorsale di netto con una ginocchiata uccidendolo sul colpo e poi lascią² cadere il cadavere per terra con noncuranza. Raggiunta una fonte, si lavą², si rivestą¬, indossą² la corona e, scelto il cavallo pią¹ bello e grosso di tutti, salଠin sella e cavalcą² in direzione della reggia. Aveva giovinezza, forza e potere. Adesso poteva scegliere tutto lei. Per critiche e suggerimenti inviate una mail a Tinyman70@yahoo.it