LA MIA VITA CON PATRIZIA STORIA DI UNA SOTTOMISSIONE VOLUTA by DS57 Se qualcuno fosse entrato a casa mia in quel momento, avrebbe assistito ad una scena degna di un filmino sadomasochista. Io, interamente nudo, che portavo dalla cucina alla sala da pranzo, le pietanze che avevo preparato per la cena, e mia moglie seduta sul divano, vestita interamente in latex con le gambe accavallate da cui spuntavano degli stivali con un tacco incredibilmente alto, che fumava una sigaretta in modo sensuale. Era strano come anche il gesto di fumare che io avevo sempre odiato in mia moglie, diventasse in quella situazione, un gesto che mi eccitava in modo considerevole. Ma tutta la situazione era per me tremendamente eccitante. Per tanti anni mi ero chiesto se avrei mai avuto il piacere di vivere anche solo un minuto sottomesso ad una donna. Era stata sempre la mia mania, o meglio, la mia malattia, e non avrei mai potuto immaginare che io quella situazione l'avrei vissuta non per un minuto ma addirittura nella vita, e questo grazie a mia moglie. Mi avvicinai a lei con le guance che erano rosse sia per gli schiaffi che mi aveva appena dato, sia per la vergogna di girare nudo per casa con una erezione permanente. Si, perché vivere quella situazione con mia moglie splendida dominatrice, che dall'alto dei quasi venti centimetri di tacco mi guardava dall'alto in basso, mi accendeva sessualmente. Se poi tutto era condito da un ordine perentorio l'eccitazione si faceva ancora pią¹ spasmodica e ne avevo appena fatto le spese eiaculando senza neanche toccare mia moglie e soprattutto senza che lei mi avesse dato il permesso di farlo. - Signora Patrizia č pronta la cena- le dissi come se fossi un perfetto maggiordomo e la mia padrona si alzą² per venire a tavola - Spero per te che sia tutto di mio gradimento- rispose mettendosi seduta. Durante la cena non aprimmo bocca se non per mangiare assaporando cosą¬, oltre ai cibi, quell'atmosfera surreale che si era creata in quel frangente. Godevo con gli occhi a vedere mia moglie con quel top trasparente ed aderentissimo che lasciava ben poco all'immaginazione ed ogni tanto sbirciavo sotto il tavolino per vederle le gambe avvolte nel latex. Ero perą² anche in ansia per l'esito della cena. Negli ultimi tempi mi era capitato spesso di preparare la cena per mia moglie, ma quella sera era diversa per me. Non era solo per il fatto che fosse il giorno del nostro anniversario ma c'erano tanti fattori che contribuivano a rendere speciale quella serata e quello che, almeno secondo me, era il pią¹ evidente riguardava il comportamento di Patrizia. Temevo, all'inizio di quest'avventura, che lei non riuscisse ad entrare nei panni della mia dominatrice, abituata com'era ad essere moglie e madre prima di tutto. Mi ero subito reso conto che ero invece in grande errore e che Patrizia si era subito adeguata al nuovo ruolo. Ma quella sera sembrava diversa, complice forse il suo abbigliamento che si intonava particolarmente alla situazione, In tutto questo periodo, da quando avevamo dato inizio al nostro gioco, non mi aveva mai colpito cosଠcon tanta violenza come aveva appena fatto e pregavo il cielo che la cena fosse veramente di suo gradimento, sia per evitare un ulteriore lezione, sia per il mio piacere di averla soddisfatta. Mi tranquillizzai comunque vedendo che la mia padrona mangiava con gusto e con appetito e quando ebbe finito mi alzai - Le vado a preparare il caffč signora- - Vieni qui!- mi ordiną² appena feci i primi passi per andare in cucina. Sorrise vedendomi camminare con il pene eretto -Veramente una buona cena. Devo farti i complimenti Marco- - Grazie signora- gongolai - Questo non significa che ti abbia gią perdonato per avermi disobbedito prima- riprese la mia padrona, poi accarezzandomi il pene proseguଠ- In quanto a questo, ti conviene metterlo a riposo per il momento - - Non sarą facile signora, lei č cosଠbella- Mia moglie sorrise compiaciuta alzandosi e venendo vicinissima a me fino a toccarmi con il suo corpo inguainato nel latex - Mi piace vedere mentre mi desideri con tutto te stesso. Credo proprio che mi comprerą² tanti altri indumenti del genere. Ora puoi andare a prepararmi il caffč - Me ne andai in cucina e respirai profondamente. Avevo paura che continuando a starle di fronte potessi di nuovo eccitarmi prepotentemente fino ad eiaculare di nuovo, ed in quel caso tremavo solo al pensiero di come sarebbe potuta essere la sua reazione. Cercai di pensare ad altro e man mano la mia erezione scemą². Ma giunse poi il momento di portarle il caffč e le bastą² ordinarmi di accenderle una sigaretta dopo averlo bevuto per far si che il mio pene tornasse di nuovo duro come prima. La mia padrona ancora una volta si dimostrą² estremamente compiaciuta per tutto questo. E pensare che solo qualche anno fa, dopo la nascita della secondogenita, stavamo passando un periodo di stanca dal punto di vista sessuale pur essendo ancora molto giovani. Patrizia ed io faticavamo moltissimo nel trovare lo stimolo giusto per avere una vita sessuale all'altezza dei primi anni in cui stavamo insieme, stimolo che invece questa situazione moltiplicava all'inverosimile con un desiderio da parte mia che non avevo mai avuto, neppure nella fantasia pią¹ sfrenata. E si che di fantasia io ne avevo veramente tanta. Ma anche mia moglie non scherzava e sembrava aver trovato anche lei la chiave giusta della sessualitą ottimale. Evidentemente aveva un'anima da dominatrice ben nascosta da un'educazione medio borghese che io avevo contribuito a far emergere in maniera prepotente. Terminą² di fumare e si alzą². Era un po' indecisa sul da farsi poi mi alzą² il mento e mi guardą² negli occhi. - Ora tu farai esattamente quello che io ti ordinerą² e tutto andrą bene, non č vero?- - Certamente signora. Tutto quello che lei mi dirą sarą fatto.- - Benissimo! Ora vieni con me - concluse mia moglie prendendomi per un orecchio costringendomi a seguirla in camera da letto. Mi ordiną² di tirarle gią¹ i pantaloni di latex. Non portava mutandine e la sua fica era in bella mostra davanti ai miei occhi - Leccamela- mi ordiną² seccamente Non mi feci ripetere l'ordine e inginocchiandomi ai suoi piedi cominciai a baciare la sua fica poi feci entrare la mia lingua nel suo sesso. Sentivo mia moglie gemere, ordinare di continuare, per poi essere scossa da una serie di tremori ed infine sentire i suoi umori scendermi sul viso. Contemporaneamente la sentii gridare "Basta" e quindi allontanarmi da sotto di lei. Mi andai a lavare il viso impiastricciato e quando ritornai ritrovai ancora Patrizia come l'avevo lasciata; addosso al muro della camera da letto ansimante e con i pantaloni calati fino alle caviglie. Io mi sentivo fuori di me dalla gioia di averle procurato questo orgasmo cosଠintenso ed aspettavo che Patrizia tornasse completamente in se per completare l'opera. Quando mia moglie riprese finalmente possesso della situazione mi spinse sul letto, si fece togliere quegli stivali altissimi e dopo essersi tolta del tutto anche i pantaloni si mise sopra di me - Ed ora fatti scopare dalla tua padrona- C'era qualcosa di magico nel rapporto sessuale che avevamo da quando era cominciata la nostra avventura di dominazione, o come lo chiamavo io "il nostro gioco" Qualcosa che era difficile da spiegare. Per me quello che contava era essenzialmente la sua soddisfazione. Mi piaceva che mia moglie, al termine dell'atto, fosse completamente soddisfatta di me, ed ogni gesto, ogni movimento, era rivolto a questo. Ma tutto cią² ovviamente aveva la conseguenza di farmi eccitare ancora di pią¹, fino a portarmi ad un desiderio spasmodico: il desiderio di fare l'amore con mia moglie, anzi, la voglia di farmi possedere da lei, di sentirmi un giocattolo per i suoi divertimenti sessuali. Insomma avevamo scoperto la cosa pią¹ semplice di questo mondo, e cioč che lei per assecondare il mio sogno erotico aveva finito per trovare il suo, e per nostra fortuna sembravano combaciare completamente. Terminato di fare sesso ero esausto. Avevo dato tutto me stesso ed ero completamente soddisfatto di come erano andate le cose, soprattutto ero soddisfatto di vedere che la mia padrona aveva gradito parecchio. Chiusi gli occhi, stanchissimo. Avrei voluto dormire, ma mia moglie era di diverso avviso e dopo qualche minuto di relax mi sveglią² dal mio torpore - Marco, io vado a farmi la doccia, tu vai a rifare la cucina - - Ma adesso?- obiettai- non posso farla domani mattina?- -Ci vai subito! Oppure mi devo incazzare?- rincarą² mia moglie in un tono che non ammetteva repliche - No, no, signora. Ci vado immediatamente- Mi alzai ed andai in cucina un po' malvolentieri ma senza obiettare ulteriormente. Avevo gią rischiato a farlo una volta e non era il caso di riprovarci. Cominciai a pulire i piatti della nostra cena e intanto sentivo il rumore della doccia provenire dal bagno. Dopo circa mezz'ora avevo completamente pulito la cucina e stavo per andarmene quando la mia padrona apparve sulla porta vestita di nuovo interamente in latex - Vediamo se hai pulito come si deve- Vestita in quella maniera capii immediatamente che la signora Patrizia aveva intenzione di punirmi. Ispezioną² le varie cose mentre io cominciai a tremare per la paura. Sapevo che alla fine avrebbe trovato qualcosa che secondo lei non andava ed un bicchiere non pulito perfettamente scateną² la sua reazione. Dall'alto dei suoi venti centimetri di tacco appoggią² una mano sulla mia spalla poi prese il bicchiere in mano - E' cosଠche pulisci? - Mi dispiace signora- le dissi, ma ormai la frittata era fatta. Posą² il bicchiere e avvolse il suo braccio che mi aveva appena poggiato sulla spalla sul mio collo e comincią² a stringere dopo avermi spinto contro il frigorifero. Sentii anche un ginocchio contro la mia schiena ed in breve ero immobilizzato - Quando ti do un ordine esigo che non solo tu obbedisca, ma che tu lo esegua perfettamente. Sono stata chiara? - Si signora- piagnucolai. Il braccio di mia moglie continuava a stringermi il collo e malgrado cercassi di liberarmi tutti i miei sforzi fallivano miseramente. Ed in pią¹ il ginocchio fasciato di latex della mia padrona mi dava un dolore lancinante alla schiena. Dopo avermi fatto rimanere in quella posizione per alcuni minuti finalmente la signora Patrizia mi liberą². Io scivolai in ginocchio davanti al frigorifero tremante di paura. Ero consapevole da diverso tempo che non ero in grado di contrastarla e questa contrapposizione di sentimenti, da una parte il piacere della mia anima da sottomesso e dall'altra il timore per la mia incolumitą , mi creavano problemi che ancora non ero riuscito a risolvere. Mi accucciai in posizione fetale senza sapere cosa fare fino a quando mia moglie mi ordiną² di alzarmi. Con la mano sinistra mi prese il mento sbattendomi contro il frigorifero mentre con la destra s'impossessą² del mio polso sinistro cominciando a torcerlo - Spero che questo ti serva da lezione- mi disse infine- La prossima volta che disattenderai i miei ordini la mia reazione di oggi sarą solo un pallido esempio di quello che ti attenderą - Avevo la bocca chiusa a tenaglia dalla mano della mia padrona e faticai a rispondere - Si signora, non succederą pią¹- riuscii alla fine a dire. Mia moglie mi lascią² sia il polso che il viso - Ed ora in ginocchio e chiedi scusa- Mi inginocchiai e le formulai le mie scuse. Avevo davanti agli occhi quegli stivali dal tacco chilometrico e li baciai pensando a quanto fossi stato bravo. Ero veramente soddisfatto di me stesso. Avevo plasmato mia moglie fino a farla diventare come avevo sempre desiderato: una dominatrice dotata di una forza superiore alla mia ed ora ero giustamente ai suoi piedi. Tutto come avevo sempre desiderato, Pensavo anche a quanto fossi fortunato. Ero innamorato di due donne completamente diverse una dall'altra. Ora ero ai piedi della mia padrona interamente vestita in latex che faceva risaltare il suo corpo mozzafiato, ma domani sarebbe ricomparsa la mia dolce e docile mogliettina sempre pronta ad esaudire ogni mio bisogno. Si, le amavo tutte e due in maniera diversa e tutte e due amavano me in modo diverso. Ero riuscito nel mio intento di tutta una vita. Finalmente il mosaico era stato completato con tutte le tessere al posto giusto. Proprio tutte al posto giusto? Era quello che credevo in quel momento e non potevo immaginare quanto stessi sbagliando. Fine quinto episodio