INFERNO O PARADISO by Davidmuscolo prima parte E' bella Roma di sera. E' bella sempre ma di sera acquista uno splendore particolare che tutti i turisti riescono a cogliere. I turisti, ma non i romani. Forse perché chi nasce nella Cittą Eterna č abituato da sempre a convivere con le pią¹ belle meraviglie del mondo, E Filippo che a Roma c'era nato guidava la sua auto senza curarsi minimamente delle bellezze che lo circondavano. Parcheggią² l'auto nei pressi del solito bar dove andava da sempre con i suoi amici, quindi scese ed aspettą² alcuni secondi che Marzia facesse altrettanto, intenta com'era a controllarsi il trucco allo specchietto. Era strana la sua fidanzata quella sera ma Filippo lo aveva notato poco, preso com'era dai suoi problemi.. Erano mesi che stava dedicando tutte le sue forze alla riuscita della sua tesi e quella sera era solo una breve parentesi di libertą prima di rinchiudersi di nuovo dentro casa. Entrarono nel bar, salutarono gli amici, e si sedettero intorno al tavolino. Cominciarono a fare le solite quattro chiacchiere ma Marzia non sembrava la solita ragazza allegra e ciarliera ed i suoi pensieri parevano essere da tutt'altra parte. La ragazza si alzą² dopo qualche minuto per andare al bagno e solo allora, dietro le domande degli altri amici, si rese conto che la sua fidanzata aveva qualcosa che non quadrava. Si alzą² anch'egli seguendola per farsi dire a quattr'occhi qual'era il motivo che la faceva rimanere cosଠin disparte, lei che invece amava stare al centro dell'attenzione. Marzia si recą² al bagno ed appena uscଠsi trovą² faccia a faccia con il suo fidanzato trasalendo appena lo vide - Filippo! Mi hai fatto prendere un colpo - - Scusa, non era mia intenzione. Volevo solo sapere se hai qualcosa che ti turba. E' da quando sono venuto a prenderti sotto casa che sei silenziosa. E anche strana.- -Niente! Non ho niente- Filippo prese la sua mano e la intreccią² con la sua conducendola fuori dal bar sotto lo sguardo perplesso dei loro amici, poi appena usciti girą² l'angolo in modo da rimanere appartati. Filippo appoggią² la ragazza addosso al muro per poi prenderle le mani per rassicurarla - Ora mi dici quello che hai. Intesi?- Marzia guardą² il suo fidanzato per poi scoppiare a piangere - Senti Filippo, io ... .. Insomma, non me la sento di continuare- singhiozzą² la ragazza Filippo rimase per un momento senza parole. Non era certo questo che si aspettava. - Mi vuoi lasciare?- riuscଠdopo qualche secondo a domandarle- E per quale motivo? Cosa ti ho fatto?- - Non č colpa tua, tu non c'entri niente. Il fatto č che io in questi ultimi mesi mi sono sentita trascurata- proseguଠMarzia- Mi sentivo sola, tu stavi sempre a casa a studiare, ed allora un giorno ho incontrato Danilo. Lui č stato cosଠcarino con me ... ..- Filippo stentava a credere a quello che aveva appena sentito. Marzia, la sua fidanzata gli aveva appena detto che lo aveva tradito - Mi hai fatto cornuto?- le chiese mentre la rabbia gli stava esplodendo dentro - No Filippo! Non č come credi. C'č stato solo un bacio. Io non me la sono sentita di andare oltre. Perą² ho capito che forse io e te non siamo adatti per stare insieme- - Zitta!- urlą² Filippo - Zitta brutta troia- Il ragazzo prese Marzia per un braccio cominciando a stringerlo forte mentre ormai il pianto si era trasformato quasi in convulsioni. Filippo ormai accecato dall'ira alzą² il braccio destro e colpଠMarzia con uno schiaffo pesante che la fece sobbalzare. La ragazza comincią² ad urlare chiedendo aiuto e le sue grida fecero accorrere i loro amici che si alzarono tutti di scatto dalle loro sedie. Filippo fece in tempo a colpire la sua ormai ex ragazza con un altro sonoro schiaffo che venne fermato dagli altri ragazzi e immobilizzato - Brutta troia- continuava a gridare Filippo mentre i suoi amici lo trascinavano di peso lontano da Marzia attorniata invece dalle sue amiche che cercavano di farsi spiegare cos'era successo- Di a quel porco di Danilo che quando lo incontro lo ammazzo- Gli amici cercarono di calmare il ragazzo e dopo qualche minuto, dopo che Filippo aveva spiegato loro il motivo del suo comportamento, sembrava che ci fossero riusciti - Capite? Io mi sto facendo un culo cosଠper finire la tesi e la troietta si fa consolare da quel porco di Danilo. Ce l'avessi tra le mani quel bastardo- - Su calmati- intercesse Federico, uno degli amici- Non vale la pena rovinarsi la vita per una che non ti merita. Dai, dammi le chiavi della tua macchina che ci andiamo a fare un giro io e te- - No grazie Fede. Preferisco andarmene da solo. Mi sono gią calmato e quella puttana non merita neanche il mio incazzamento. Mi sono divertito con lei e adesso basta. Ah dimenticavo. Ditele che in fondo non vale neanche un gran che a letto- Filippo montą² sulla sua auto e sotto gli occhi un po' preoccupati dei suoi amici sgommando se ne andą² via. Si era effettivamente calmato ma aveva comunque bisogno di stare un po' da solo e quale migliore occasione andarsene in giro con la macchina con lo stereo a palla. No lo stereo no! Non lo faceva concentrare ed aveva bisogno di un po' di calma per guardare dentro se stesso dopo questa mazzata. Una bella passeggiata al mare, ecco quello che ci voleva. Dopo qualche minuto, attraversando un pezzo di Roma nell'oscuritą di quella sera invernale, Filippo imboccą² la statale che da Roma conduce al mare. In fondo se non fosse stato per il modo in cui si era conclusa la sua storia con Marzia, poteva quasi definirsi contento. Se non contento piuttosto sollevato. Certo, Marzia era carina, un bel tipetto, ma lui non aveva mai avuto particolari problemi con l'altro sesso e se avesse voluto avrebbe potuto rimpiazzarla gią da domani. Alto nella media, 1 metro e 78 cm, snello, tonico ma non muscoloso, Filippo incantava le femmine soprattutto con il suo sorriso da bravo ragazzo incorporato in un viso dai tratti tipicamente maschili. Barba di qualche giorno e capelli corvini completavano l'opera. Quindi al diavolo Marzia. Probabilmente non ne era innamorato pią¹ gią da diverso tempo, ma si sa, i maschi fanno fatica ad accorgersi quando finisce un amore, mentre le donne, pią¹ osservatrici dei piccoli dettagli, se ne rendono conto prima. Non era orgoglioso dei due ceffoni rifilati a Marzia, era la prima volta che metteva le mani addosso ad una ragazza e questo gli causava un certo pentimento che cercava di scacciare convincendosi che la puttanella aveva avuto quello che si meritava. Quello che invece gli bruciava dentro era il comportamento di Danilo, un suo amico. Non il suo migliore amico ma comunque uno del gruppo che avrebbe dovuto portargli rispetto. Per lui ad esempio le donne dei suoi amici non erano mai state prese nemmeno in considerazione. Non le considerava neanche femmine, per lui era come se fossero asessuate. Tutto sommato era anche un bene che fosse rimasto da solo considerando il periodo pieno di impegni che l'attendeva. Niente cosଠavrebbe potuto distoglierlo dall'obbiettivo che si era fissato anni fa e che ora era vicinissimo da raggiungere: diventare avvocato. Avvocato Filippo Cancellieri: Suonava proprio bene. Ma in quel momento, arrivato ormai a metą strada, il programma pią¹ immediato era quello di farsi una bella passeggiata in riva al mare dopo aver preso un caffč e fumato una sigaretta per sbollire completamente la rabbia per essere stato tradito dalla fidanzata e da un amico e poi da domani di nuovo sotto a preparare la tesi. Cominciava perą² a scendere una leggera pioggia che nel giro di qualche minuto si tramutą² in un bel temporale con tanto di lampi e tuoni. Che cavolo di serata! Ora anche la passeggiata di cui aveva bisogno era andata a farsi benedire. Gli conveniva tornare indietro, andarsene a casa, ficcarsi sotto il piumone e dimenticare quella sera, cancellarla dalla memoria e riprendere la sua vita di tutti i giorni. Il temporale era intanto divenuto di dimensioni epiche e Filippo faceva addirittura fatica a governare l'auto, Fra un paio di chilometri avrebbe potuto fare inversione di marcia e tornarsene a casa, oppure, e sarebbe stata la cosa migliore, fermarsi un attimo ed attendere che il temporale calasse di intensitą , anche perché si era fatto pericoloso guidare in quelle condizioni. Non si vedeva praticamente niente se non quando i lampi rischiaravano quella serata da incubo. I fulmini si facevano sempre pią¹ numerosi seguiti poi da rumorosi tuoni e Filippo guidava ormai a passo di lumaca quando un ulteriore lampo lo accecą² completamente. Il ragazzo lascią² istintivamente il volante per ripararsi gli occhi da quella luce accecante lasciando cosଠche l'auto senza guidatore sbandasse ed uscisse di strada. Con quella luce negli occhi riuscଠa malapena ad accorgersi che la sua macchina dopo aver divelto il guard-rail, stava per finire contro un albero perché poi non vide e non sentଠpią¹ nulla. Quando riaprଠgli occhi lancią² un urlo con quanto fiato aveva in gola. Stava volando verso un albero. Istintivamente si riparą² la testa con le braccia e malgrado l'impatto fosse stato piuttosto violento Filippo era ancora vivo. Malconcio ma vivo. Aveva la spalla destra ed il ginocchio destro che gli causavano un enorme dolore ma miracolosamente sembrava per il resto completamente integro. Doveva essere stato sbalzato dalla sua auto e aveva compiuto un volo degno di Superman. Gią , ma non era Superman e le sue ossa doloranti lo stavano a testimoniare. Si guardą² intorno piuttosto perplesso. Era si nella pineta che costeggiava la strada che stava percorrendo, ma la strada dov'era? E la sua auto che fine aveva fatto? Non era possibile che aveva fatto un volo di cosଠtanti metri ed essersi inoltrato cosଠtanto nella pineta. Non si ricordava nulla dell'impatto che la sua vettura doveva aver avuto con l'albero. Rammentava solamente che se lo vedeva venire addosso. E ricordava quella luce accecante, quel lampo che aveva rischiarato tutto per una frazione di secondo durante quel temporale. Un temporale di quel livello non se lo ricordava proprio. Gią , il temporale! Sembrava assurdo ma non pioveva pią¹ Anzi, sembrava come se non fosse piovuto per niente. Il terreno intorno a lui era umido, e questo era ovvio trovandosi in una pineta, ma un temporale di quel genere doveva aver lasciato molti strascichi ed invece niente. Faceva anche piuttosto freddo e Filippo aveva lasciato il suo giubbetto dentro la macchina. Doveva assolutamente raggiungere la sua auto ed estrarre il suo giubbetto. Dentro c'erano i documenti, il portafogli, le sigarette, ma soprattutto, ed era la cosa pią¹ importante in quel momento, il suo telefono cellulare con il quale avrebbe potuto chiamare qualcuno a cui chiedere aiuto. Ma dove doveva dirigersi? Filippo cercą² di alzarsi in piedi ma il ginocchio era andato, ed era talmente dolorante che ricadde pesantemente a terra. Si trasciną² per alcuni metri fino a quando vide sul terreno un ramo di un albero. Sembrava un ramo abbastanza robusto che avrebbe potuto essergli utile per fungere da bastone. Provą² a rialzarsi e questa volta grazie al legno riuscଠa tenersi in piedi. Ma per andare dove? Tutto intorno solo alberi. In lontananza poi notą² delle luci che si muovevano come quelle di una vettura che prima si avvicina e poi se ne va. Dovevano essere lontane circa un chilometro. Ma possibile che aveva fatto in volo tutta quella strada? Una cosa del genere lo avrebbe sicuramente ucciso all'istante. Era inutile pensare a questo e si incamminą² con grande fatica dirigendosi verso la provenienza di quelle luci. Non aveva la pią¹ pallida idea di che ora fosse visto che l'impatto doveva aver rotto il suo orologio che era irrimediabilmente fermo ma gli ci volle oltre un'ora prima di riuscire a raggiungere la strada. Si appoggią² stanco morto ad un albero che si trovava ad una decina di metri dal ciglio della strada. Aveva il ginocchio che sembrava andargli in fiamme per il dolore ed una strana sensazione che gli attanagliava lo stomaco. Ma che strada era? Conosceva benissimo la statale che da Roma portava al mare e l'aveva percorsa centinaia di volte e quella sembrava essere tutt'altra cosa. Era una strada larghissima, a tre corsie per un verso e tre per l'altro al contrario di quella che aveva appena percorso che era ad una sola corsia . Si guardą² intorno smarrito poi da lontano vide i fari di una vettura che sopraggiungeva. Cercą² di alzarsi in piedi ma quando ci riuscଠla macchina era gią sfrecciata avanti, senza probabilmente neanche vederlo. Doveva trattarsi di un modello nuovo perché Filippo non aveva mai visto niente di simile. Un modello avveniristico, particolarmente silenzioso, come lo erano anche le altre vetture che percorrevano sia in un senso che nell'altro, quella bellissima autostrada. Sempre pią¹ confuso Filippo decise che doveva fare qualcosa per attirare l'attenzione perché ormai sentiva il ginocchio cedere del tutto. Aiutandosi col ramo, appena vide da lontano i fari di un'automobile che sopraggiungeva, fece un paio di passi sulla carreggiata scavalcando il guard-rail, poi con tutte le forze rimaste sulla gamba destra riuscଠa rimanere in piedi per qualche secondo smuovendo le braccia per farsi notare. Quello sforzo perą² gli costą² caro perché senti la gamba franare e dovette strisciare per quei pochi metri che lo separavano dal guard-rail, infilandocisi sotto ed allontanandosi dalla strada prima che la vettura sopraggiungesse. La macchina rallentą², lo oltrepassą² di qualche metro per poi fare marcia indietro posizionandosi qualche metro prima di lui. Anche questa era un'automobile che Filippo non aveva mai visto prima, un modello di gran classe, anche questo quasi del tutto silenzioso. Ma quello che importava era che si era fermato qualcuno. Aspettą² con ansia che i conducenti scendessero ed appena lo fecero Filippo rimase sbalordito. Dalla vettura scesero, dopo aver aperto la portiera dal basso verso l'alto con un congegno elettronico, tre ragazze. Filippo si stropiccią² gli occhi. Si trattava delle pią¹ belle ragazze che egli avesse mai visto in vita sua. Due bionde, una con i capelli lunghi e l'altra invece con un taglio corto con una ciocca che copriva in parte l'occhio sinistro ed una mora con i capelli lunghi ondulati. Tutte e tre vestite succintamente malgrado il freddo. La bionda con i capelli lunghi che era scesa dal posto di guida indossava un abito aderente e scollato che definire mini non dava l'esatta impressione visto che copriva appena le parti intime. L'altra bionda portava una microgonna ed un top semitrasparente, mentre la ragazza mora un pantaloncino corto aderentissimo in tessuto lucido con delle calze nere disegnate ed anche lei un top che faceva fatica ad accogliere delle tette straordinarie. Per ripararsi dal freddo tutte e tre quelle bellissime creature avevano messo solo un giubbetto corto probabilmente in pelle, lasciato sbottonato. Erano tutte altissime, dovevano superare abbondantemente il metro e 85 ed in aggiunta calzavano delle scarpe con un tacco esagerato di circa 12 centimetri. Filippo pensą² che dovevano essere tre modelle che uscivano da un defilč o da una serata di gala. O forse la risposta era pią¹ semplice. Era morto e quello doveva essere il paradiso. Si, era senz'altro il paradiso, pensą² ancora Filippo alla vista di quelle tre splendide ragazze che si avvicinavano verso di lui. Fine prima parte Per critiche e suggerimenti davidmuscolo@tiscali.it